PORTFOLIO LAVORI

sull’architettura

L’architettura è un’esperienza che cambia la vita.

Dai tempi dell’università ad oggi per me l’architettura è ovunque, entra in maniera indiretta nelle azioni quotidiane, nei libri che leggo, nei viaggi, nelle altre passioni…. tutto viene ordinato secondo le sue regole, anche quando apparecchio la tavola.

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sulla casa

Perché scrivere sulla casa.

In primo luogo perché amo questo tema e come per tutti gli “affetti” significativi ho cercato di approfondirne la conoscenza. La residenza privata ritengo rappresenti l’esperienza più intima dell’abitare, al suo interno si cresce, si gioisce e si soffre, ci si annoia, si mangia, si dorme e si sogna, si ama e si odia, senza contare il tempo, probabilmente il bene più prezioso del nostro secolo, che vi passiamo.

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altrove

In altro luogo, da un’altra parte, presso altra gente.

Buona parte di quello che progetto deriva da quello che ho studiato, ma la “parte” che rimane da quello che ho vissuto viaggiando.

Esiste sempre un evento, un’azione, una percezione sensoriale che trasformano il viaggio in esperienza, è per tale ragione che diventa importante intraprenderlo.

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volumi#

Volumi# sono una serie di interni progettati tra la fine degni anni ’90 ed il 2010 a cui sono particolarmente affezionato essendo tra le mie prime esperienze progettuali realizzate.

Le fonti d’ispirazione furono, forse con scarsa originalità, alcune architetture celebri del Movimento Moderno.
Si tratta di alloggi di dimensioni medio-piccole in cui lo spazio viene risolto attorno ad un volume baricentrico dalla forte identità, che li caratterizza e ne organizza la distribuzione funzionale.

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L’aspetto più interessante che cercai di approfondire e che nonostante il tempo passato continua ad affascinarmi, fu il dinamismo innescato da questi volumi ad uno spazio elementare, un involucro scatolare, come la maggior parte di quelli su cui spesso si è costretti ad intervenire.

E’ un volume in movimento, che più l’ambiente è ridotto, più è percettivamente presente e coinvolgente, l’applicazione dell’invariante zeviana “Tridimensionalità antiprospettica” che tutt’ora mi sta a cuore. E’ per questa ragione, o forse perché l’indice di gradimento di tali interni fu particolarmente alto tra i miei primi clienti, tanto da indurmi a moltiplicare “l’esperimento” in più versioni, che mi sembrerebbe irrispettoso dimenticarli.

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