IL PAESE DEI BALOCCHI

A Basilea mi sono sentito come Pinocchio, ho dimenticato obblighi ed impegni sguazzando per tre giorni tra i “balocchi” architettonici.
In una città di circa 190mila abitanti (appena il doppio della mia), crescono come funghi edifici progettati dagli studi più importanti del globo terrestre. Un po’ come qui insomma…
Certo, in Svizzera ci sono le banche, le tasse sono basse, non c’è l’euro… le multinazionali, i paradisi fiscali eccetera eccetera eccetera. Ma in questa sede non mi interessano le questioni economiche, malgrado mi siano costate 7,50 franchi per mezzo litro di acqua minerale. In questa sede mi interessa solo parlare dei balocchi.
All’arrivo, in stazione, già non sai da che parte guardare, a destra hai il complesso residenziale Sǖdpark e a sinistra tra i binari, il centro di smistamento Zentralstellwerk di Herzog & De Meuron, studio di Basilea senza dubbio tra i più esaltanti sul piano creativo della scena architettonica contemporanea. Ovviamente, giocando in casa, la città è costellata di loro interventi, dalla grande scala dei grattacieli della farmaceutica Roche a quella più piccola degli interni del bar e brasserie della Volkshaus.

Herzog & De Meuron: torre La Roche - dettaglio dei bagni della brasserie della Volkshaus - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Herzog & De Meuron: torre La Roche – dettaglio dei bagni della brasserie della Volkshaus

Considerando i 12 premi Pritzker che hanno firmato i progetti di questa cittadina confesso che pianificare un itinerario è fortemente ansiogeno per un architetto, proporzionalmente al tempo a disposizione si è costretti ad operare delle scelte inevitabilmente soggettive. Oltre alle architetture dello studio svizzero, percorrendo il lungo Reno, ho trovato particolarmente raffinate e mimetiche le residenze del complesso Riva, dello studio Itten+Brechbuehl, le cui facciate sono costituite da loggiati autoportanti in legno. 

Museo della cultura Herzog & De Meuron - Complesso Riva Itten+Brechbuehl - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Museo della cultura Herzog & De Meuron – Complesso Riva Itten+Brechbuehl

Ho scoperto queste ultime quasi per caso, diretto all’ex birrificio Warteck, che oggi ospita spazi polifunzionali di indirizzo culturale ed un bar all’ultimo piano con terrazzo e vista eccezionale.
Definire scala la serpentina spigolosa che conduce ai vari livelli è chiaramente riduttivo, ma oltre ad essere splendidamente scultorea ed incastrata a regola d’arte tra i muri della fabbrica novecentesca, salirci è un’esperienza pericolosa, in quanto si è talmente rapiti dalla sua volumetria scolpita nel cielo che si sale guardando in alto e si rischia di cadere.

Ex Birreria Warteck - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Ex Birreria Warteck

Si sa, alle multinazionali farmaceutiche non mancano di certo i capitali da investire e su questioni etiche in merito ci sarebbe da discutere a lungo, però maledizione, qui hanno investito particolarmente bene per i miei gusti. Per il campus Novartis Vittorio Magnago Lampugnani ha progettato un masterplan di 20 ettari, praticamente un paese intero, all’interno del quale tante amate archistars hanno progettato altri “balocchi” e continueranno a farlo finchè noi ci spalmeremo Voltaren Emulgel, e comunque fino al 2030, quando è prevista la chiusura dei lavori. 

Novartis Diener & Diener - David Chipperfield dettaglio facciata - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Novartis Diener & Diener – David Chipperfield dettaglio facciata

Da Diener & Diener, la cui invenzione delle facciate in lastre di vetro policrome sovrapposte mi ha letteralmente ipnotizzato, si percorrono le vie interne incontrando le architetture di SANAA, Moneo, Souto de Moura, Tadao Ando ed altri grandi colleghi fino all’ultima invenzione di Michele de Lucchi. Così, tra l’euforia e i primi sintomi della Sindrome di Stendhal, ho passato dieci minuti a fissare la pura poesia delle foglie secche e della trasparenza delle tende interne d’angolo dell’edificio di Chipperfield ed ho desiderato lavorare con i dipendenti del settore risorse umane all’interno dei volumi danzanti di Frank O. Gehry.

Novartis Frank O. Gehry - Facciata Asklepios 8 Herzog & de Meuron - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Novartis Frank O. Gehry – Facciata Asklepios 8 Herzog & de Meuron

Ho concluso la mia visita al Campus visitando il Novartis Pavillon di Michele de Lucchi, che non mi ha esaltato tanto per la sua volumetria esterna (andrebbe visto probabilmente di sera per il rivestimento multimediale di facciata) quanto invece per lo spazio interno, che ospita la mostra “wonders of medicine”, costituita da sezioni interattive particolarmente suggestive il cui allestimento crea un’atmosfera fantascientifica perfetta per il tema trattato.

Novartis Pavillon di Michele de Lucchi - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Novartis Pavillon di Michele de Lucchi

E poi il campus Vitra.
Un architetto non può morire senza aver visto Gehry. Ci sono poche certezze nella vita, per me questa è una. Facevo ancora l’università quando ho visto per la prima volta il museo Vitra e tornandoci dopo 30 anni ho maturato questa perentoria affermazione della certezza vitale.

Vitra museum di Frank O. Gehry - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Vitra museum di Frank O. Gehry

E’ un piccolo museo del 1989, ma c’è già tutto quello che per me è fondamentale. C’è la rottura della scatola muraria, l’avevano fatto altri prima di lui, ma nessuno ha disorganizzato con questo ordine le masse, i volumi e gli spazi. C’è la compenetrazione di volumi belli puri, semplici e bianchi, che non ti permettono di stare fermo a guardare, li insegui, giri avanti, indietro e intorno, perché non hanno inizio e fine. La temporalità dello spazio zeviana. Continuo a pensare che Gerhy sia come Picasso, che abbia introdotto una nuova quarta dimensione nell’architettura, così mi prendo il mio “tempo” e ammiro questo oggetto, che sembra una escrescenza cresciuta nel campus Vitra.

Vitra Haus di Herzog & De Meuron - Basilea viaggio tra gli edifici progettati dagli studi più importanti del globo

Vitra Haus di Herzog & De Meuron

A pochi passi c’è la Vitra Haus, sede della collezione, dove al suo interno gli arredi sono ambientati in modo esemplare, con lo sfondo naturale inquadrato dalle pareti vetrate che con grande intuizione Herzog & De Meuron hanno disegnato con le linee archetipiche della casa.

Stazione vigili del fuoco di Zaha Hadid - Vitra Haus Schaudepot

Stazione vigili del fuoco di Zaha Hadid – Vitra Haus Schaudepot

Quando Zaha Hadid progettò la stazione dei vigili del fuoco aveva 43 anni, era una delle sue prime opere e dal mio punto di vista rimane tra le più significative. Come per il museo di Gehry, anche in questo caso sono già chiari i principi della sua architettura per quei tempi visionaria. Al suo fianco, il Schaudepot, deposito della collezione e spazio espositivo, è una “casa con il tetto a falde”, un po’ come ogni bambino la disegnerebbe. I mattoni spaccati a mano della facciata rafforzano inoltre l’immagine del processo di crescita di un’abitazione, il vero e proprio atto costruttivo. Come non immaginare le mani dei muratori che spaccano i laterizi per erigere il muro della casa?
Bene, con la consapevolezza di essermi perso altre mille esperienze, torno a Piacenza, ma adesso so che il paese dei balocchi non è immaginario, Collodi non lo sapeva.
Basilea esiste.